La metacognizione

Quanto è importante avere un buon metodo di studio? Quanto è importante saper studiare? Cerchiamo di capire come inquadrare bene – ed eventualmente affinare – le abilità metacognitive degli studenti. Di seguito proviamo a definire il concetto di metacognizione, proponendo anche qualche esempio concreto di didattica dedicata.

Affrontare i compiti

Non sempre risulta facile sapersi organizzare nell’affrontare i compiti a casa. Quanto si è padroni della situazione? Aver passato tutto il giorno sui libri significa aver studiato? Quanto si è capaci di distinguere ciò che è importante da ciò che lo è meno? Quanto tempo dedichiamo a pianificare e programmare, prima di agire? Tutte queste domande toccano un tema centrale nei processi di apprendimento: la capacità dello studente di riflettere su come egli studia. E’ questa, una tipica riflessione metacognitiva.

Che cos’è la metacognizione

Con “metacognizione” intendiamo, sostanzialmente, la conoscenza che lo studente ha delle proprie competenze di studio. Essa si occupa, in pratica, dello “studio di come si studia”. E’ opportuno distinguere:

  • la mera conoscenza metacognitiva, ossia la consapevolezza che lo studente ha dei propri processi di apprendimento;
  • i processi metacognitivi di controllo e regolazione, ossia tutti quegli interventi che lo studente è in grado di fare per monitorare ed eventualmente migliorare il proprio apprendimento.

Il termine è stato coniato in area anglosassone dallo psicologo dell’età evolutiva statunitense John H. Flavel nel 1976. In particolare, l’autore americano si era concentrato sui processi di memorizzazione dei contenuti (metamemoria). In sintesi, per Flavel i processi metacognitivi possono essere distinti in:

  • monitoraggio (dei propri apprendimenti);
  • autovalutazione;
  • pianificazione ed azione, volte al miglioramento del processo di apprendimento;
  • riorganizzazione delle proprie risorse attentive e mnemoniche;
  • previsione dei risultati della propria performance.

Altri approcci: il metodo PQR4

Prima della proposta teorica di Flavel, già negli anni Sessanta del secolo scorso erano emersi vari metodi strutturati per migliorare l’apprendimento. Uno dei più noti è senz’altro il PQR4, proposto dagli statunitensi Ellen Lamar Thomas e Alan H. Robinson. Tale metodologia si struttura in sei semplici fasi:

  1. Preview: lettura veloce di un testo;
  2. Questions: fissare delle domande;
  3. Read: leggere bene il testo;
  4. Reflect: rifletterci sopra;
  5. Recite: ripetere oralmente;
  6. Review: ripassare.

BES e metacognizione

Il tema della didattica metacognitiva riveste un ruolo importante quando si ha a che fare con studenti dai bisogni educativi speciali (BES). In tal caso l’insegnante preposto al sostegno didattico ha a disposizione diverse metodologie utili per consentire all’alunno una migliore capacità di comprensione ed elaborazione delle informazioni. Osserviamo infatti che la metacognizione è un processo naturalmente interdisciplinare ed investe fortemente gli atteggiamenti motivazionali dello studente. Questo aspetto pone l’insegnante di sostegno in una posizione estremamente favorevole nell’applicare didattiche di tipo metacognitivo. Fare didattica metacognitiva significa anche – e soprattutto, nel caso degli studenti BES – porre l’attenzione su alcune componenti psicologiche fondamentali. L’insegnante deve sapere di avere a che fare, ad esempio, con l’autostima dello studente: questi sa di potercela fare? è consapevole delle proprie capacità?

Strategie didattiche

Stimolare l’alunno con domande dirette del tipo “perché dici che il compito è difficile?”, “perché non lo hai svolto?” o “perché hai fatto così e non in un altro modo?” può essere un buon modo per farlo riflettere. L’obiettivo è quello di fargli capire che non ha capito e – soprattutto – perché non ha capito. Queste prime riflessioni sui propri processi di apprendimento possono essere molto importanti per un successivo percorso di miglioramento. E’, questo, lo stadio della metacomprensione, ossia quando lo studente è in grado di valutare coscientemente il proprio livello di comprensione del compito. A questo punto entra in gioco un ulteriore processo metacognitivo, nel quale lo studente deve fare una scelta, ossia scegliere – richiamando alla memoria alcuni dati – quale sia la strategia da adottare. E’ la fase della metamemoria: conoscere come funziona il processo di memorizzazione diviene a questo punto fondamentale.

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