Burnout docenti: cosa è, come si cura e come si previene
Sentirsi particolarmente affaticati, sia fisicamente sia mentalmente. Svolgere il proprio lavoro con sempre maggiore distacco, sino a raggiungere livelli evidenti di totale apatia. Uscire da scuola fortemente frustrati. Sono questi i tipici sintomi del burnout docenti. Si tratta di un fenomeno sempre più frequente tra i professionisti della scuola, accentuatosi negli ultimi tempi anche a causa delle ricadute sulla docenza dei problemi legati al Covid-19. Proviamo a conoscere meglio questa sindrome, imparare a prevenirla e a curarla.
La sindrome da burnout sul lavoro
Letteralmente “burnout” è sinonimo di “bruciarsi”, ovvero “essere esauriti“. Si tratta di una sindrome da stress da lavoro: il professionista, cioè, non risulta più in grado di gestire la pressione lavorativa e tende, pertanto, a scaricare sul fisico e a livello mentale tale peso. Il burnout è stato recentemente riconosciuto come sindrome dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tra le professioni più propense a soffrire di burnout vi sono, per l’appunto, gli insegnanti.
Burnout: sintomi
Quali sono i sintomi da burnout docenti? I principali segnali da tenere sotto controllo sono sostanzialmente tre:
- una sensazione di sfinimento, sia fisico sia mentale;
- apatia e cinismo sul luogo di lavoro;
- scarsa e calante efficacia lavorativa.
Questi, chiaramente, sono macro sintomi, che si declinano poi personalmente in modi diversi. Ad esempio lo sfinimento può manifestarsi fisicamente come mal di testa, tachicardia o disturbi gastrointestinali; psicologicamente, sentirsi sfiniti può addirittura portare a forme depressive importanti.
Come curare il burnout
Una volta diagnosticato un possibile burnout, è possibile impostare una prassi terapeutica che consenta di risolvere il problema. Innanzitutto è necessario individuare quali sono i fattori ritenuti responsabili dello stress da lavoro. Una volta compresi questi, sarà d’obbligo procedere ad una modifica dei propri comportamenti alla luce di quanto appreso. Non sempre però questo processo è lineare o facile da intraprendere da soli. Anche perché non è affatto detto che la struttura scolastica sia in grado di accogliere tempestivamente e nei modi adeguati una tale richiesta di aiuto. Talvolta, si potrebbe rendere persino necessaria una vera e propria azione psicoterapeutica. In alcuni casi, potrebbe essere anche opportuno ridimensionare fortemente il proprio impegno da insegnante, ad esempio chiedendo un part-time ad 8 ore.
Prevenire il burnout docenti
Ma prima di dover rimediare ad una situazione ormai compromessa, vediamo quali possono essere le strategie di prevenzione più efficaci contro il burnout dei docenti. Il metodo più classico per prevenire lo stress da lavoro è innanzitutto quello di lavorare costantemente su se stessi, mettendo bene a fuoco sia i propri punti di forza, sia i propri limiti. Conseguenza di questo lavoro sarà pertanto riuscire – costantemente – a porsi obiettivi sempre realistici, che tengano cioè conto sia di ciò che noi possiamo fare sia di ciò che la struttura in cui operiamo ci può offrire, sia del contesto sociale nel quale siamo immersi. Ad esempio, anche se la nostra ambizione è quella di lavorare, con la classe, ancora su tanti argomenti, dovremmo essere in grado di ridimensionarci, se abbiamo poche ore a disposizione e se gli studenti non ci seguono…
L’INAIL e il burnout docenti
Una interessante iniziativa è stata presa dal Dipartimento Medicina del Lavoro dell’INAIL, il quale ha realizzato una scheda sintetica su “burnout e insegnamento“, ricca di informazioni utili per i docenti in difficoltà.