Compiti per casa: quanto sono utili?
Da qualche anno è in corso un dibattito, piuttosto articolato e che coinvolge studenti, docenti e genitori, che riguarda i compiti per casa. Il tema è il seguente: quanto sono utili? servono veramente agli studenti o vengono vissuti da questi ultimi come una vera e propria punizione?
Nonostante le ragionevoli critiche che sono emerse di volta in volta sulla questione, riteniamo che i compiti per casa siano comunque un valido supporto alla formazione scolastica del discente. Nelle righe seguenti, proveremo ad argomentarlo.
Compiti a casa: pro e contro
Tanti possono essere gli argomenti a favore dei compiti per casa. Allo stesso modo, potremmo trovare altrettante ragioni contrarie al loro utilizzo. Tra le motivazioni a favore più ragionevoli, possiamo ricordare:
- la questione della continuità didattica. Continuare a studiare anche a casa può essere un buon modo per non perdere il filo – durante i week end o le vacanze invernali od estive – con il ritmo scolastico;
- il tema della integrazione e degli approfondimenti. Lasciare che gli alunni approfondiscano o si interroghino in autonomia su temi collaterali rispetto a quelli svolti in classe può contribuire in modo determinante alla loro formazione personale, facendo emergere le loro attitudini ed i loro interessi;
- la questione del “problem solving“. Lo studente, a casa, è costretto a muoversi e risolvere i problemi da solo: un training più che opportuno in vista della sua futura necessità di orientarsi in totale autonomia nei vari contesti lavorativi.
- il tema del rafforzamento. La lezione in classe viene cioè ripresa e rafforzata con il compito a casa, che serve da ripasso e/o da momento di chiarimento su ciò che è stato detto a scuola.
Tra gli aspetti che vengono considerati negativi dei compiti per casa sottolineiamo:
- la questione della mancanza di tempo libero. Essere oberati dai compiti può significare dover rinunciare o ridurre drasticamente le attività sportive, ricreative ed artistiche pomeridiane. Un vero peccato, perché in tal modo si rischia di compromettere la corretta costruzione della personalità dell’adolescente;
- il tema dell’aiuto compiti. Molti studenti, soprattutto i BES o i DSA, possono trovarsi in enorme difficoltà se costretti a confrontarsi da soli con i compiti per casa. E non sempre, per i genitori, è possibile seguirli (per motivi di lavoro o culturali) o farli assistere da insegnanti a domicilio (per motivi economici).
Troppi compiti per casa?
Il rilievo critico però più spesso ripetuto sui compiti per casa è che questi ultimi siano troppi. Ora, sappiamo tutti che “troppi” o “pochi” son concetti relativi. Andrebbero cioè contestualizzati ad una determinata situazione concreta. Per esempio, nei contesti di “tempo pieno”, nei quali gli studenti rimangono a scuola quaranta ore settimanali, assegnare compiti potrebbe forse anche essere evitato. Tuttalpiù, potrebbe aver senso proporre – solo nei week end e per le festività – qualche argomento di ripasso. Diverso è ovviamente il discorso per chi svolge trenta ore settimanali. In questo caso ha decisamente senso somministrare anche quotidianamente allo studente qualche compito di integrazione rispetto a quanto fatto in classe (esercizi, brevi capitoli da studiare, letture critiche ecc.).
Qualche consiglio sui compiti per casa
I programmi didattici da portare avanti e chiudere per la fine dell’anno scolastico sono spesso molto lunghi. I docenti hanno quindi spesso anche la necessità di “sfruttare” i compiti a casa per accorciare i tempi, relegando a quei momenti di studio in autonomia le tematiche che son costretti a tralasciare durante le ore di lezione a scuola. Ci permettiamo qui di dare qualche piccolo consiglio didattico agli insegnanti, al fine di non appesantire troppo questi momenti extrascolastici:
- l’esercizio assegnato deve poi essere necessariamente analizzato e corretto in classe. E’ inutile far fare dei compiti che poi non vengono mai controllati;
- non va dato voto ai compiti a casa. Gli studenti non seguiti o quelli con difficoltà sarebbero enormemente svantaggiati e penalizzati;
- i compiti per le vacanze siano “per le vacanze”: libri da leggere, film da vedere, musica da ascoltare. Altrimenti, che vacanze sarebbero?